RECENSIONI

 

LA NUOVA SARDEGNA, 19 dicembre 2013

Una donna alla guida del Turritano

Coro Polifonico, il maestro  Laura Lambroni sostituisce il direttore Luca Sannai

PORTO TORRES. Sarà una giovane donna a dirigere il Coro Polifonico Turritano nel nuovo anno, il maestro sassarese Laura Lambroni, per sopperire agli impegni del direttore artistico Luca Sannai che dal prossimo mese andrà ad occupare il posto di tenore titolare del “Choeur de l’Opéra de Paris”.

Al termine delle prove pratiche degli aspiranti candidati giudicati dalla commissione composta dal maestro Luca Sannai, dal presidente del Coro Polifonico Maria Maddalena Simile e dall’esperto d’area artistica Donatella Parodi, la 24enne Laura Lambroni è risultata vincitrice davanti a Ciro  Cau e Laura Casti.

A lei dunque l’onere e l’onore di prendere in mano gran parte della programmazione artistica e didattica del Coro Polifonico Turritano, forte di un curriculum che comprende il diploma in pianoforte al conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari  dove sta conseguendo anche la laurea di secondo livello con orientamento cameristico,  e una frequenza nel laboratorio triennale di direzione corale “Fosco Corti” di Torino sotto la guida del maestro Dario Tabbia.

Il nuovo maestro vanta comunque già diverse esperienze nel campo della musica corale, al di là della giovane età, cominciando dal semplice ruolo di corista e maestro collaboratore nella Polifonica Santa Cecilia di Sassari.

È anche direttore del Coro dell’Università, del Coro dell’Ute e del Coro dell’Istituto magistrale “Margherita di Castelvì” di Sassari, nonché docente di pianoforte all’Istituto artistico musicale “Giuseppe Verdi” di Alghero.

Arriva dunque un cambio di guardia alla direzione del Coro Polifonico Turritano ben riposto guardando i trascorsi corali, quindi, e nel nuovo anno pari spetterà a Laura Lambroni debuttare sul palco e mostrare le qualità messe in mostra nel lungo percorso artistico avviato finora. (g.m.)

 

LA NUOVA SARDEGNA, 14 dicembre 2013

Il grande concerto in basilica per aiutare i tanti sardi alluvionati

PORTO TORRES. Il pubblico delle grandi occasioni si è radunato all’interno della basilica di San Gavino per assistere all’evento musicale “Tutti insieme per aiutare la Sardegna”, che ha radunato una degna rappresentanza del mondo della musica corale del nord dell’isola. L’iniziativa era partita dal direttore e maestro del Coro Polifonico Turritano, Luca Sannai, per dare un sostegno attraverso l’arte musicale alle popolazioni colpite dall’alluvione del novembre scorso: sul palco sono saliti anche i Cantori della Resurrezione diretti da Antonio Sanna, la Polifonica Santa Cecilia diretta da Gabriele Verdinelli, la Corale Luigi Canepa diretta da Luca Sirigu, il Coro Gioacchino Rossini diretto da Clara Antoniciello, la Corale Vivaldi diretta da Daniele Manca, il Coro Roberto Goitre diretto da Luca Sirigu e il Coro Polifonico Francesco d’Assisi diretto da Ciro Cau, nonché l’organista Giovanni Solinas. Nella millenaria chiesa romanica hanno riecheggiato musiche corali e strumentali di ogni tempo, con ciascun protagonista che ha eseguito due brani, con oltre due ore e un quarto di concerto che si è chiuso con uno spettacolare brano a cori riuniti: l’Ave Maria di Sergej Rachmaninov eseguito da oltre 200 coristi sotto il gesto vigile di Luca Sannai. Che ha poi ringraziato il pubblico con un emozionante fuori programma, sempre a cori riuniti, del celebre Ave verum corpus di Mozart. (g.m.)

LA NUOVA SARDEGNA, 26 settembre 2013

Chiusura in bellezza del festival Voci d’Europa

PORTO TORRES. Il festival internazionale Voci d’Europa ha confermato il suo valore artistico nei concerti finali organizzati per le scuole  e all’interno della basilica di San Gavino. Il Coro Polifonico Turritano ha infatti ripreso a risuonare per due volte tra le mura della millenaria chiesa romanica, per regalare al grande pubblico di appassionati un  finale preparato  in occasione del trentennale. La direzione artistica ha previsto anche un concerto speciale aperto agli studenti delle scuole, nella sala Filippo Canu, con l’ensemble del Coro Nazionale Giovanile Italiano (formato da musicisti di tutte le regioni) che hanno offerto un saggio della loro bravura e dialogato con gli studenti. Il direttore artistico Luca Sannai ha previsto anche un finale a sorpresa nella giornata del commiato, grazie alla collaborazione del gruppo folk Etnos, con una sfilata dei cori partecipanti alla tre giorni del festival accompagnato dai figuranti in costume tradizionale e da tamburini e trombettieri. Dalla piazza alla basilica, dove si sono alternati  l’orchestra del Conservatorio di Cagliari, il Coro Nazionale Giovanile Italiano, il Coro Musicanova di Roma e il Coro parigino della Chapelle Vocale du Val de Grace. Cinquant’anni fa anni nasceva il Coro Polifonico Turritano, e qualche anno più tardi si concretizzò l’idea di unire le diverse culture polifoniche d’Europa divulgando la musica corale in Sardegna.  (g.m)

 

LA NUOVA SARDEGNA, 11 gennaio 2013 – sez. cultura e spettacolo

“Oratorio di Natale” di Bach, che splendida esecuzione”

Sassari, grande successo per il capolavoro  musicale presentato nella chiesa del Rosario e diretto da Luca Sannai

di Antonio Ligios                               

SASSARI. Grande successo nella Chiesa del Rosario per il secondo dei due concerti che hanno consentito al pubblico sassarese di godere dell’esecuzione integrale dell’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach, uno dei grandi capolavori collegati alla ritualità luterana che, al pari delle Passioni, meglio rappresentano la genialità del grande musicista tedesco. Rispetto al primo concerto questa seconda produzione (che comprendeva le parti n. 2, 4 e 5 dell’Oratorio) si segnalava per un’impianto esecutivo che si avvaleva di un organico orchestrale ridotto e di una prassi interpretativa improntata a criteri filologici, garantita dalla presenza di accreditati specialisti che hanno impiegato copie di strumenti originali, diapason rigorosamente barocco e modalità di fraseggio e di articolazione del discorso musicale perfettamente adeguate allo stile dell’opera.

Il merito di un’esecuzione viva, discorsivamente sciolta, capace di restituire all’ascoltatore la complessa formulazione della simbologia musicale bachiana, spetta ovviamente, oltre che ai bravissimi orchestrali, al direttore Luca Sannai, preciso e autorevole, ma va condivisa con tutti gli interpreti, ad iniziare da Nico van Der Meel, un Evangelista assolutamente perfetto: la sua vocalità ‘parlante’, straordinariamente espressiva, lo rende interprete ideale per un ruolo di questo tipo. Molto buona anche la prova del Coro Polifonico Turritano, compatto e solenne nei corali, chiaro e ‘analitico’ nella polifonia imitativa.

Ma nell’Oratorio un ruolo fondamentale è svolto dalle arie solistiche, cui hanno dato voce due artisti dalla grande esperienza internazionale come Gloria Banditelli e Sergio Foresti, splendidi esempi di come il rigore stilistico possa coniugarsi con una profonda espressività, e tre giovani interpreti provenienti dai Conservatori della Sardegna, Elena Schirru, Valentina Marghinotti e Matteo Desole, tra i quali ha svettato quest’ultimo, soprattutto per la morbidezza dell’emissione.

Il giorno seguente, nella Chiesa di San Giacomo, la Camerata Artemisia Gentileschi, i cui membri avevano preso parte all’esecuzione dell’Oratorio, hanno presentato un bel programma dedicato a brani vocali di ascendenza operistica e a trio sonate di Händel. I membri della Camerata, che si sono formati nei centri europei di maggior prestigio e che attualmente collaborano con i maggiori ensembles specializzati nell’esecuzione della musica barocca, hanno – si fa per dire – ‘accompagnato’ il basso Sergio Foresti, che padroneggia lo stile di quest’epoca con tecnica impeccabile e con una capacità comunicativa straordinaria. Ascoltando interpretazioni di questo livello, decisamente alto, si percepisce tutta la ricchezza espressiva di queste musiche, e perfino una naturalezza che non viene cancellata dall’artificio che pure risiede soprattutto nella condotta vocale.

11 gennaio 2013

LA NUOVA SARDEGNA, 12 settembre 2011 — pagina 20 sezione: Spettacolo

Il Polifonico Turritano ha chiuso «Voci d’Europa»

Anche quest’anno il Festival internazionale di musiche polifoniche «Voci d’Europa», organizzato dal Coro Polifonico Turritano e giunto alla ventottesima edizione, si è snodato con la fisionomia del festival itinerante, confermando una formula ormai consolidata. Dopo i concerti che, sin dal mese di agosto, si sono svolti a Castelsardo, Telti, Mamoiada, Laerru, Sorso, Tortolì e Fonni, il festival ha fatto ritorno nella sua sede storica, ossia la Basilica turritana di San Gavino. In quest’ultima fase della manifestazione uno dei concerti più attesi era quello affidato al coro di casa, che ha presentato un lavoro appartenente al più grande repertorio corale di tutti i tempi: il Te Deum H 146 di Charpentier, composizione nota anche al grande pubblico per il suo preludio strumentale, adottato da molto tempo come sigla delle trasmissioni in Eurovisione. Contemporaneo di Corneille, Molière e Lully (quest’ultimo gli bloccò la carriera a corte), Charpentier è considerato il massimo esponente della musica sacra francese del periodo barocco. Il compositore esplorò peraltro anche altri generi musicali (ad esempio quello teatrale), lasciandoci   pagine di grande spessore musicale, sempre caratterizzate da un forte componente di innovazione. Nella sua musica è evidente l’influenza della musica italiana (il compositore fu allievo a Roma di Carissimi), ma ciò nonostante la cifra stilistica francese della sua musica è inconfondibile. Di Charpentier Luca Sannai, nel quartultimo concerto di Voci d’Europa, ha diretto il Te Deum, composto probabilmente nel 1687 per la Sainte-Chapelle du Grand Dauphin di Parigi: opera particolarmente ricca – almeno per l’epoca – nella sua strumentazione, e caratterizzata da una maestosità quasi regale. Sannai, coadiuvato dal complesso orchestrale Musica Antiqua, ha offerto al foltissimo pubblico di San Gavino una lettura caratterizzata da una grande appropriatezza stilistica e da una condotta che molto opportunamente ha alternato morbidezza a incisività, valorizzando assai bene l’aspetto fastoso e cerimoniale della composizione, tipico di molta musica sacra francese del Seicento. Convincente anche la prova del Coro Turritano e dei solisti e dei solisti Graziella Ortu, Barbara Montinaro, Marilena Simile, Carlo Cauli e Alberto Loi. Nello stesso concerto ha destato viva impressione il Vokal Gruppe Vip di Dresda, un affiatato ottetto vocale di sole voci maschili, diretto da Martin Neumann, il cui repertorio spazia dal Cinquecento sino al nostro tempo. Ieri sera, sempre a San Gavino alle 21.15, Voci d’Europa ha chiuso la sua lunga maratona con un concerto cui hanno partecipato ancora il Polifonico Turritano, i cantori del Choeur des XVI di Fribourg (Svizzera) diretti da André Ducret, che ha già partecipato al festival nel 1988, e il Queen’s College Choir di Oxford, uno dei principali cori universitari del Regno Unito, diretto da Owen Rees. Il concerto, che è stato presentato da Maria Carmela Solinas, si è chiuso con l’esecuzione di alcuni brani a cori riuniti. – Antonio Ligios

LA NUOVA SARDEGNA, pag. Cultura

“Voci d’Europa: Gran finale e numeri record”

Domenica scorsa una Basilica di San Gavino, affollata fino all’inverosimile, ha ospitato la serata conclusiva dell’edizione 2011 di Voci d’Europa. Un gran finale con tanto di bis a cori riuniti sotto la direzione di Luca Sannai e che ha visto tre cori insieme eseguire un emozionante One day more dell’autore Claude-Michel Schonberg, tratto dal musical “Les miserables”. Va così in archivio il ricco calendario concertistico iniziato lo scorso 25 agosto e che ha coinvolto oltre a Porto Torres, altri nove comuni sardi e alcuni cori locali. La formula itinerante avviata nel 2007 si è rivelata dunque vincente e ha dato modo anche al pubblico dell’entroterra di godere di buona musica e ai cori locali di entrare in contatto con professionisti di livello internazionale come il Sonos Ensemble di Roma, diretto da Dario Paolini, l’Ensemble Vox Cordis di Arezzo, il Vokalgruppe Vip di Dresda e poi le giovani lettoni del Vokālā Grupa Anima Solla di Ogre che hanno regalato grandissime emozioni, rivissute anche con la performance dei ragazzi inglesi del Queen’s College di Oxford, famoso per aver cantato la colonna sonora della serie di Harry Potter, e degli svizzeri del Choeur des XVI di Fribourg, diretto dal compositore André Ducret.. Momenti musicali che per la prima volta hanno interessato anche l’aeroporto Riviera del Corallo dove i cori, grazie alla disponibilità della Sogeaal, si sono esibiti nell’area arrivi del terminal algherese tra lo stupore e il divertimento dei turisti appena approdati in terra sarda. Attesissima l’esibizione del Coro Polifonico Turritano accompagnato dal Complesso Musica Antiqua che, dopo vent’anni, ha riportato tra le mura della Basilica il celebre Te Deum H 146 di Charpentier, composizione dell’autore francese nota per il suo incipit divenuto sigla delle trasmissioni in Eurovisione. Anche quest’anno la manifestazione si è confermata uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della Sardegna. «È un successo straordinario – ha detto in chiusura di serata ieri Luca Sannai – e la partecipazione di pubblico è stata davvero sentita e con serate dove abbiamo anche superato i cinquecento spettatori (che, per un festival che si svolge prevalentemente nelle chiese, sono numeri notevoli). I cori internazionali hanno potuto esprimere le loro migliori performance in un’atmosfera molto festosa. Per gli anni a venire è nostra intenzione prendere spunto da queste magnifiche esperienze per organizzare qualcosa di più spettacolare che coinvolga coristi e cittadini anche fuori dalla sede abituale dei concerti. Dal punto di vista artistico poi, vorrei mettere in piedi un nuovo progetto che sono convinto possa dare un tocco di novità ed un ulteriore momento di confronto con la ormai consolidata tradizione europea».

LA NUOVA SARDEGNA, 21 novembre 2009

Coro Polifonico Turritano 1959-2009

Concerto speciale e mostra fotografica per i 50 anni del Coro Polifonico Turritano. Una nuova proposta del Coro Polifonico Turritano, dopo la splendida edizione del festival Voci d’Europa, valorizzerà l’autunno musicale della città di Porto Torres: si tratta del concerto-evento che si terrà domenica 22 novembre nella basilica di San Gavino per festeggiare i 50 anni di attività artistica del gruppo vocale turritano diretto da Luca Sannai, senza dubbio una delle associazioni corali più straordinarie e prestigiose del panorama artistico della Sardegna per storia, successi e palmarès. Proprio il 22 novembre del 1959, nell’allora Cinema Nuovo di Porto Torres, il Coro Polifonico Turritano si esibì per la prima volta sotto la direzione del maestro Antonio Sanna, all’epoca giovane sacerdote e musicista che tanta strada avrebbe fatto con l’ensemble turritano fino ad ottenere in 37 anni prestigiosi riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale, un successo che dal 1996 ad oggi è stato rinnovato anche dall’attuale direttore Luca Sannai. Da allora la storia del coro è stata un susseguirsi di eventi importanti, non solo in ambito artistico, ma anche dal punto di vista sociale ed educativo: in questi cinquant’anni sono stati tantissimi i cittadini turritani che hanno provato l’esperienza del cantare in coro, di sperimentare la valenza sociale del gruppo negli anni in cui Porto Torres non offriva occasioni di svago o incontro, di apprezzarne la valenza culturale che ha dato modo a centinaia di persone di ogni età e ceto sociale di esplorare nuovi orizzonti e conoscere, grazie alle tournée e ai concorsi, paesi e culture differenti specialmente in un’epoca in cui il solo uscire dall’isola di Sardegna era considerato un evento storico. Ed è qualificante ricordarlo oggi, perchè nella storia della città il Coro Polifonico Turritano ha recitato (e continua a farlo) un ruolo di primo piano. Oggi Porto Torres può vantare numerose realtà musicali e un’offerta culturale più ricca. Ed anche alcune “vicissitudini” che, inevitabilmente, possono capitare in associazioni cosi longeve, hanno comunque contribuito a creare in città altre realtà corali, magari a volte concorrenti ma, si spera, con il nobile fine che il Coro Polifonico Turritano ha cercato di infondere fin dalla sua fondazione. Ed è per questo che il Coro Polifonico Turritano vuol condividere questa serata-evento anche con quanti hanno contribuito in questi cinquant’anni a farne la storia, con un invito all’ascolto aperto anche a tutti gli ex coristi che dal 1959 ad oggi hanno fatto parte dell’associazione. Il concerto, che avrà inizio alle ore 20.30, prevede l’esecuzione della Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini per soli, coro, due pianoforti ed harmonium. Si tratta di un omaggio che il compositore desiderava fare al Signore e che, almeno in un primo momento, era riservato ad un’esecuzione presso la sua casa di campagna nei pressi di Parigi, ma che ebbe talmente successo che la sua divulgazione fu pari alle opere che lo resero famoso. Nell’esecuzione diretta da Luca Sannai, il Coro Polifonico Turritano si avvarrà della collaborazione di un cast d’eccezione con i solisti Graziella Ortu (soprano), Annalisa Stroppa (mezzosoprano), Carlo Cauli (tenore), Antonello Pippia (basso) e gli strumentisti Riccardo Mascia (pianoforte), Andrea Mudu (pianoforte) e Giovanni Solinas (harmonium). La serata darà inoltre inizio ad una serie di eventi a corollario: sarà infatti allestita una mostra fotografica nella cripta della basilica (luogo che ospitò le prime prove del Coro Polifonico Turritano sia con il fondatore Antonio Sanna che con l’attuale direttore Luca Sannai) che potrà essere visitata nei normali orari di apertura della chiesa al pubblico. Inoltre nei prossimi mesi è prevista l’organizzazione del “Premio Internazionale Voci d’Europa”, concorso corale riservato ad otto complessi nazionali ed esteri che si contenderanno per la prima volta a Porto Torres un trofeo che potrà presto acquistare il prestigio di cui già si fregia l’omonimo festival corale e che amplierà ulteriormente il ventaglio di offerte culturali e musicali che il Coro Polifonico Turritano offre annualmente alla città.

LA NUOVA SARDEGNA, 27 dicembre 2006 — pagina 32 sezione: Sassari

Il Coro polifonico turritano vola a Roma per una tournée

Il Coro polifonico turritano chiude il 2006 con una prestigiosa tournée romana. Un anno da incorniciare, per il coro, che proprio in questi giorni ha toccato il prestigioso traguardo dei mille concerti. Da oggi la corale turritana, grazie all’invito dell’assessorato alla Cultura del comune di Roma, sarà protagonista in alcune delle più importanti chiese capitoline. Una tournée resa possibile grazie alla collaborazione con il coro Città di Roma diretto dal maestro Mauro Marchetti, che è anche direttore artistico del concorso nazionale di Zagarolo. Proprio lo scorso anno il Coro polifonico turritano aveva vinto il concorso, ma soprattutto aveva colpito gli organizzatori e gli addetti ai lavori. Che quest’anno, grazie al maestro Marchetti, hanno voluto portare a Roma la      corale diretta dal mestro Luca Sannai. Sono tre gli appuntamenti del tour. Si inizia questa sera, alle 20, nella chiesa di Santa Maria di Montesanto, in piazza del Popolo mentre domani, alle 19,30, il Coro polifonico turritano si esibirà all’interno della chiesa anglicana di Saint Paul, in via Nazionale. Infine, venerdì alle 19,30, concerto nella basilica di Santa Maria sopra Minerva. Per l’occasione il Coro sarà accompagnato dall’Orchestra Musica Antiqua formata dai primi violini Alessandra Cocco, Francesca Fadda e Lucia Serra; dai secondi violini Gian Piero Tamponi e Alessio Manca; Ivano Lobina alla viola, Giuseppe Fadda al violoncello, Fabrizio Leoni al contrabbasso, Daniel Cau al fagotto e Luca Sirigu all’organo. Di grande rilevanza anche il cast solistico composto dal soprano Barbara Crisponi, dal contralto Caterina D’Angelo, dal tenore Fiorenzo Tomincasa e dal basso Alessandro Perucca. In programma spartiti solo per coro e orchestra di autori del Settecento, fra i quali spicca la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, del quale ricorre il 250º anniversario della nascita. Del genio salisburghese veranno eseguite la Missa Brevis K272, oltre agli offertori Sancta Maria Mater Dei, Misericordias Domini e l’Ave Verum Corpus. In programma, inoltre, musiche di Johann Ernst Eberlin e Quirino Gasparini, e il corale Jesus Bleibet Meine Freude dalla Cantata 147 di Johann Sebastian Bach.

 

LA REPUBBLICA, 26 agosto 1992 SEZ. CULTURA

LE MERAVIGLIE DI PALESTRINA: Missa Viri Galilaei, Magnificat Primi Toni; Ensemble  vocal européen de la Chapelle Royale e Ensemble  Organum-Marcel Pérès; Philippe Herreweghe  direttore; Harmonia Mundi France. Palestrina: Missa Viri  Galilaei, Missa O Rex Gloriae; Westminster Cathedral Choir; James  O’ Donnell direttore; Hyperion. Palestrina: Missa Assumpta est  Maria, Missa Sicut Lilium; The Tallis Scholars; Peter Phillips  direttore; Gimell. Palestrina: Missa Aeterna Christi Munera,  Mottetti, Magnificat Primi Toni; Coro della Cattedrale di  Westminster; James O’ Donnell maestro del coro; Hyperion.  Palestrina: Missa De Beata Virgine, Missa Ave Maria; Coro della  Cattedrale di Westminster; James O’ Donnel direttore; Hyperion.  Palestrina: Mottetti e Madrigali spirituali, Missa Brevis, Missa  De feria; Coro Polifonico Turritano; Antonio Sanna direttore;  Fonè. Grazie al crescente interesse di un pubblico che non  riesco a immaginare formato solo da specialisti, gran parte delle  oltre cento messe di Giovanni Pierluigi da Palestrina viene a  mano a mano proposta in Cd. La Hyperion intende, a quanto sembra,  arrivare ad un’ integrale. Dell’ Ensemble Organum, del Coro della  Cattedrale di Westminster, di The Tallis Scholars ho già  avuto occasione di scrivere in questa rubrica. Penso tuttavia che  un paragone nello specifico repertorio palestriniano sia di  estremo interesse per i cultori del genere. Ebbene, The Tallis  Scholars non appaiono in questo caso tanto abbaglianti quanto in  altro repertorio: vuoi per alcune asperità e per alcuni  motivi frammentari che traspaiono nella loro esecuzione, vuoi  perché il paragone con il Coro di Westminster o con il  disco di Herreweghe è veramente difficile da sostenere. L’  intonazione, certo, resta stupefacente, né i grandi pregi  di The Tallis Scholars possono essere cancellati. Il Coro della  Cattedrale, come del resto i due grandi complessi consimili di  Cambridge, ha l’ apparente semplicità e immediatezza che  hanno gli eventi naturali o le lente stratificazioni culturali:  un tessuto unito, come di pietra levigata dal vento, e che sembra  aver acquisito luminosità e colori dall’ aria (si ascolti  la stupenda Messa Christi Munera). I vari registri sono dosati e  regolati su quello delle voci bianche, e nel colore e nello  sviluppo tematico; cosicché il registro acuto sta al  centro ed estende le sue pulsazioni – per sfumature, evitando i  contrasti – su tutta l’ ampiezza dello spazio sonoro. In un certo  senso – anche perché inusuale, ma non solo – la meraviglia  creata dall’ esecuzione della Missa Viri Galilaei diretta da  Herreweghe supera di gran lunga quella del Coro di Westminster:  piani sonori divisi, linee di canto separate per altezza e per  colore, contrasti singolarissimi e suggestivi, dovuti al fatto di  aver accostato al complesso della Chapelle Royale le tinte  brunite, profonde, virili dell’ Ensemble Organum. Questo  complesso, che ha dato una lettura lussureggiante e mediterranea  del canto paleoromano e della Chiesa milanese – densa di melismo  e di infiniti gorghi sonori secondo l’ uso orientale -, crea un’  espressività intensa, morbida e profonda; che, accostata a  quella delle voci acute, produce un effetto altissimo e  vertiginoso. Nulla è comparabile, in questo ambito, al  risultato ottenuto da Herreweghe. Uscendo da questi livelli,  certo, una piacevole sorpresa viene dal Coro Polifonico  Turritano, composto, austero, ispirato.