XXVIII edizione: 25 agosto-11 settembre 2011

 

I canti del Proprium Missae: 15 concerti

  • Sonos Ensemble di Roma (Italia) – direttore Dario Paolini
  • Vokālā Grupa Anima Solla di Ogre (Lettonia) – direttore Marite Purina
  • Queen’College Choir di Oxford (Inghilterra) – direttore Owen Rees
  • Vokalgruppe VIP di Dresda (Germania)  – direttore da Martin Neumann
  • Choeur des XVI di Fribourg (Svizzera) – direttore André Ducret
  • Coro Polifonico Turritano e Complesso Musica Antiqua di Porto Torres – direttore Luca Sannai

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SALUTO DEL PRESIDENTE

Il festival internazionale di musiche polifoniche “Voci d’Europa”, prezioso appuntamento estivo nel panorama delle manifestazioni musicali corali internazionali, giunge alla sua XXVIII edizione e si conferma a pieno titolo tra i momenti culturali più prestigiosi della Sardegna. Uno spazio dedicato al canto corale che di anno in anno si rinnova grazie anche al circuito concertistico che, oltre a darci grandi soddisfazioni,  consente ad un numero sempre maggiore di uditori di ascoltare della buona musica e di entrare in contatto con professionisti di livello internazionale. Anche quest’anno infatti il festival oltre che nella splendida cornice della Basilica di San Gavino verrà ospitato in altre città dell’isola.

A nome del Coro Polifonico Turritano e mio personale, rivolgo un saluto augurale ai cori ospiti e al pubblico che ci segue ogni anno con grande attenzione, entusiasmo, competenza.

Voglio esprimere un ringraziamento agli Enti pubblici, religiosi e a tutti coloro i quali, con le loro opere, hanno contribuito alla realizzazione di quest’edizione del Festival. Confido in un sostegno sempre maggiore delle amministrazioni comunali affinché s’impegnino, attraverso l’adesione al festival, per dare maggior forza ad una manifestazione che merita di essere custodita in Sardegna.

Maria Maddalena Simile

 

SALUTO DEL DIRETTORE ARTISTICO

Non vorrei apparire stucchevole e ripetere sempre le stesse cose e mi pare anche poco fine e volgare approfittare di una occasione come questa per fare delle lamentele. Ma io sono spesso in giro per il mondo e so che la nostra Italia é un paese amato per quello che ha rappresentato, per quello che rappresenta e che può rappresentare nel futuro. Ma questo e’ possibile solo se noi manteniamo la nostra identità; e la nostra identità è la nostra cultura, la nostra arte, la nostra musica. Siamo nelle vostre mani.”

A parlare è Riccardo Muti, un intervento appassionato con il quale chiede alle istituzioni di fermare i tagli al settore culturale. “Siamo il paese che con Guido d’Arezzo ha inventato le note, con la camerata fiorentina dei Bardi ha inventato il la lirica, la musica cameristica, ha perfezionato l’arte della musica corale, tanto che tutti i compositori europei erano praticamente obbligati a viaggiare in Italia per imparare la grandezza della nostra musica. Pensate a Stradivari o ad Amati e ricordatevi che un compositore italiano come Paisiello era l’unico che poteva stare a tavola con Napoleone. Non so se questo fosse un bene o un male ma figuratevi l’onore! Abbiamo una responsabilità, anche nei confronti dei nostri predecessori e non vorrei che ci maledicessero in eterno. Spero che con le nostre richieste non appaia come un questuante davanti ad una Chiesa, ma mi aspetto una risposta”.

Ricordate? Anche Giovanni Acciai dava scriveva spesso su queste pagine riguardo il sostegno da parte delle istituzioni pubbliche alla cultura ed io, data la situazione, non posso essere da meno. Il caso di Voci d’Europa poi è particolare perché si tratta di uno dei pochissimi festival internazionali che permette l’ingresso gratuito a tutti i concerti, non avendo scopi di lucro ma “solo” l’obiettivo di divulgare la musica corale nel territorio. Lo dimostra la passione con la quale cerchiamo di organizzare la manifestazione nonostante mille difficoltà, non certo mitigate dalla crisi che stiamo vivendo.

Scrivere di situazioni extra artistiche non mi fa piacere ma è necessario per far comprendere l’attuale stato d’animo di chi per la musica scrive alcune delle pagine più importanti della propria vita e per sostenere l’evento che ho il piacere di dirigere.

Si sa, è destino delle associazioni convivere con le difficoltà. Per loro riuscire a realizzare qualcosa d’importante ha sempre il sapore di un’impresa grazie alla quale si sentono di dare qualcosa a se stessi e alla comunità in cui vivono. Si sentono utili. E il Coro Polifonico Turritano, negli ultimi 15 anni dei complessivi 52 attività artistica ha vissuto spesso questa bella sensazione. Ma accanto a queste belle pagine ve ne sono state altre meno piacevoli, che l’hanno messo a dura prova e dalle quali ha cercato di trarre preziose esperienze per il futuro, reagendo sempre con applicazione, impegno, sudore e sacrificio.

Ma la sensazione di fondo è che da qualche istituzione o da certi “addetti ai lavori” vi siano atteggiamenti che tendano a sminuire tutto ciò, benché il coro abbia sempre lasciato parlare i risultati e non si sia fatto condizionare più di tanto nel perseguire i propri obiettivi.

Voci d’Europa, pertanto, continua ogni anno a coronare l’estate musicale dell’Isola, grazie a quel manipolo di “ragazzacci” che nonostante tutto hanno continuato a credere nella bontà di un progetto che da lustro al coro e alla città e al quale dedico con piacere tutto me stesso, cercando di non essere da meno dei miei illustri predecessori. I premi vinti dal coro, la partecipazione dei migliori cori europei ad ogni edizione del festival, e prestigiosi riconoscimenti patrocinio dell’Unione Europea con il programma Education et Culture (primo progetto culturale della Sardegna a riuscire nell’intento) sono la cartina di tornasole di questo impegno. E ne sono orgoglioso!

Ecco perché, nonostante le difficoltà, avremo l’occasione di godere di una serie di concerti d’indubbio spessore e avremo soprattutto la possibilità di condividerli insieme a voi.

La XXVIII edizione del festival ha come tema conduttore il Proprium Missae, ovvero le parti non fisse della Messa che sono dedicate giorno dopo giorno a particolari ricorrenze quali ad esempio il Natale, la Pasqua, la Pentecoste ma anche ai personaggi e ai simboli che oltre a Gesù Cristo hanno fatto la storia della Chiesa.

Dopo l’Ordinarium Missae, tema a cui è stata dedicata la scorsa edizione, il Proprium è l’ideale prosecuzione del florilegio musicale che gli autori di ogni tempo hanno dedicato alla musica sacra, componendo mottetti, salmi, inni, graduali, antifone etc. che seguono uno specifico momento dell’anno liturgico o una parte della messa. I cori invitati a seguire questo tema saranno sei: il Sonos Ensemble di Roma, diretto da Dario Paolini, che ci darà la possibilità di apprezzare i canti monodici e polifonici della Settimana Santa e di ricordare la figura di Tomàs Luis de Victoria nel 400° anniversario della morte; il Vokālā Grupa Anima Solla di Ogre (Lettonia), che presenterà un repertorio di canti mariani e natalizi lettoni, in un ideale confronto stilistico a distanza tra oriente e occidente europeo d’indubbio fascino; il Vokalgruppe VIP di Dresda (Germania), diretto da Martin Neumann con una silloge di canti della Pentecoste; il Choeur des XVI di Fribourg (Svizzera), diretto da André Ducret, un piacevole ritorno, a ventidue anni dalla sua prima partecipazione;  il Queen’College Choir di Oxford (Inghilterra) diretto da Owen Rees, studenti della prestigiosa Università, dimostrazione pratica di come si possa nel contempo essere ragazzi e cantare in un coro senza passare per matti (meditino i nostri italici giovincelli) che eseguiranno brani dedicati al tempo di Pasqua e al giorno di ognissanti, grazie alle opere di William Byrd.

I padroni di casa del Coro Polifonico Turritano, recenti protagonisti di esecuzioni quali la Messa di Dobrogosz, la Petite Messe di Rossini, le Missae breves di Mozart, si cimenteranno  con uno tra i più celebri titoli per coro e orchestra: il Te Deum H 146 di Charpentier, composizione nota per il suo incipit strumentale, divenuto sigla delle trasmissioni in Eurovisione, ma che da solo non rende omaggio all’arte compositiva del musicista francese. Un autore che, per indole o tendenze artistiche (formatosi in Italia con Giacomo Carissimi e non sempre ispirato a uno stile consono con i canoni della tragédie lyrique francese o dei grandi mottetti richiesti dal re di Francia) ebbe forse meno fortuna rispetto a Lully (suo fiero oppositore) e ad altri compositori delle corti francesi, ma grazie ai ruoli ottenuti presso istituzioni religiose parigine (tra cui il collegio dei Gesuiti e la Sainte Chapelle) compose oltre 550 titoli, tra i quali 100 mottetti, 12 messe e 24 oratorii, ora prezioso patrimonio (vista la notevole rivalutazione di Charpentier anche in Francia) della Bibliothèque Nationale.

Il Te Deum è un inno che si affermò già agli inizi del V secolo come canto in onore della SS. Trinità. La sua attribuzione non è ancora certa. Esso accompagna abitualmente la Liturgia delle Ore di ogni festività (espressamente durante il Mattutino), ma fin dal XVI secolo è stato eseguito come brano a sé stante, in particolare come di inno di ringraziamento e lode a Dio (soprattutto al termine dell’anno solare, il 31 dicembre). A partire dall’epoca barocca il Te Deum accompagnò anche la celebrazione di avvenimenti di carattere politico, di nascite regali, incoronazioni, anniversari e, come in questo caso, vittorie militari.

Credo che anche per quest’edizione c’è di che andar fieri del lavoro svolto. La ricerca dell’eccellenza è un punto fermo del mio modo d’intendere il festival e pertanto ringrazio i cori partecipanti che ci daranno la possibilità di dimostrarlo fattivamente con la bontà delle loro esecuzioni e l’alta qualità dei loro programmi, così come ringrazio i comuni ed i loro rappresentanti istituzionali che ospiteranno questa XXVIII edizione a cominciare da Porto Torres, il nostro punto fermo sul quale tutti i cori convergono per proseguire poi con Castelsardo, Telti, Tortolì, Laerru, Mamoiada, Sorso, Fonni, Bono, Sennori. La loro collaborazione è un ulteriore punto di valore che conferma quanto il festival possa esprimere le proprie qualità non solo nella dimensione artistica e culturale ma anche in quella turistico-ricettiva ponendosi tra le manifestazioni più importanti dell’estate nell’interesse dell’intera regione.

A voi, che vorrete sostenerci con la vostra presenza e con il vostro entusiasmo, giungano i miei più sinceri ringraziamenti e gli auguri di un buon ascolto.

Luca Sannai

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“Voci d’Europa 2007”

“Voci d’Europa 2008”

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“Voci d’Europa 2010”

“Voci d’Europa 2011”

“Voci d’Europa 2012”